tNotice Domande e Risposte

Come funziona

Come si invia una tNotice?

Inviare una tNotice è molto facile, esattamente come inviare una normale e-mail dal Web.

  1. Accedi al sito https://app.tnotice.com (nel caso in cui non hai un account, puoi registrarti gratuitamente)
  2. Clicca su “Scrivi una tNotice”Scrivi una tNotice
  3. Clicca su “Aggiungi destinatario”. Poi seleziona un destinatario precedentemente inserito oppure crearne uno nuovo per poi selezionarlo.2
  4. Scrivi il contenuto della tNotice e/o allega documenti.Scrivere una tNotice
  5. Clicca sull’aeroplanino di carta blu per inviare la tNoticeInviare tNotice 

Una tNotice può finire nella posta indesiderata?

I filtri antispam non garantiscono che una comunicazione email, certificata o meno, possa finire nella posta indesiderata, in quanto possono essere impostati con filtri “personali” dell’utente.

tNotice utilizza un server mail certificato che garantisce un uso sicuro e appropriato del mezzo.

Posso usare con tNotice un indirizzo email che non mi ha dato il destinatario?

L’indirizzo email è un dato personale, che risponde ai principi generali del codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003). Di conseguenza per scrivere in qualsiasi forma e modo una tNotice ad un indirizzo email devi essere preventivamente autorizzato, in forma attiva o passiva, all’utilizzo dell’indirizzo email del destinatario.

Una forma attiva di consenso, per esempio, è l’indicazione di un indirizzo email in un  contratto, tale da costituire un domicilio speciale per le comunicazioni a mezzo tNotice.

Una forma passiva di consenso, per esempio, è l’indicazione di un indirizzo email sulla carta intestata o su un biglietto da visita.

Un’altra forma passiva di consenso più estensiva è l’indicazione di un indirizzo email in registri o atti pubblici o sul sito web del destinatario.

In tutti questi casi è provata la volontà del destinatario di ricevere comunicazioni a mezzo email agli indirizzi dallo stesso comunicati e/o pubblicati.

Se non ritiro una tNotice cosa succede?

In caso di mancato ritiro produce gli stessi effetti comunicativi di una compiuta giacenza tradizionale, ma con un valore probatorio maggiore.

Avendo consegnato e tracciato un avviso di giacenza digitale che contiene l’indicazione del mittente e dell’oggetto della comunicazione, è esso stesso un primo atto comunicativo, a seguito del quale il destinatario non si è attivato per il ritiro della comunicazione sottostante.

Ricevere una tNotice è gratis?

Sì, ricevere e leggere una tNotice è completamente gratuito.

Per consultare il contenuto occorre, però, effettuare la registrazione al sito – o indicare un numero di telefono – (anche questa completamente gratuita). Questo fa parte del processo tecnico, postale e legale che utilizza tNotice per qualificare il ricevente.

Per garantire l’accesso ad internet anche alla popolazione che non dispone di un computer e della rete dati pubblica o che non sia in grado di utilizzare tali strumenti, tNotice ha sottoscritto un impegno con le Associazioni dei Consumatori per la carta dei servizi (Carta della Qualità) per estendere il ritiro o la spedizione anche dai Centri di Assistenza Fiscale nazionali (CAF).

Come posso registrarmi a tNotice?

Per registrarsi a tNotice non occorre nessun invito ed è un processo completamente gratuito.

È sufficiente visitare l’indirizzo https://app.tnotice.com/Account/Register.aspx e compilare il breve modulo presente nella pagina.

Attualmente meno del 3% degli utenti ha sperimentato un problema tecnico nella fase di registrazione. In tal caso vi chiediamo cortesemente di contattarci utilizzando il modulo apposito, tramite Twitter o tramiteFacebook.

Giacenza elettronica con PIN

È possibile violare il codice PIN di tNotice?

La sicurezza del PIN di tNotice ha gli stessi livelli di garanzia di un codice PIN di un bancomat:

  • È composto da 5 numeri;
  • Dopo il terzo tentativo consecutivo si blocca;
  • Ogni PIN è associato ad una busta di giacenza per singola raccomandata (come il PIN associato ad una tessera del bancomat).

Il ritiro con doppio PIN di tNotice è equivalente alla firma elettronica avanzata?

Si considera firma elettronica avanzata quando apposta con un dispositivo a proprio uso esclusivo e che il firmatario sia identificabile.

L’uso del telefono per ricevere un SMS da tNotice con il secondo PIN per firmare elettronicamente è idoneo a qualificare la firma come avanzata, in quanto:

  • il telefono è nell’uso esclusivo del titolare;
  • l’utenza telefonica è identificabile risalendo al titolare.

Il ritiro con doppio PIN di tNotice è equivalente alla firma autografa?

La firma elettronica avanzata utilizzata da tNotice è riconosciuta come fonte di prova in Tribunale in luogo della firma in calce alla ricevuta di ritorno.

La firma tradizionale in calce alla ricevuta di ritorno non è una firma autenticata e può essere disconosciuta. Il suo equivalente nella forma digitale è la firma elettronica e la firma elettronica avanzata.

Se il telefono è rubato?

Se il telefono è stato rubato o sottratto, l’autore deve possedere anche la busta dell’avviso di giacenza con il codice PIN, ipotesi che già prevede due fattispecie di reato: furto di telefono e sottrazione di corrispondenza.

Il destinatario può dimostrare in giudizio di non aver egli ritirato la comunicazione producendo la denuncia di furto del telefono e di sottrazione della corrispondenza.

Cosa succede se il telefono indicato non è del destinatario?

In fase di ritiro della giacenza elettronica di tNotice viene richiesto al destinatario il numero di telefono cellulare per inviare un SMS con il codice di controllo da utilizzare per la firma elettronica.

Analogamente a quanto accade per la firma tradizionalmente apposta in calce alla ricevuta di ritorno A.R., in caso di disconoscimento della firma il Giudice può disporre una perizia.

  • Nel caso di firma autografa il perito calligrafico può dimostrare che la firma non è del destinatario, ma non può dimostrare di chi è quella firma.
  • Nel caso di firma elettronica il perito informatico può dimostrare che il telefono utilizzato per la firma non è del destinatario, ma identifica chi è stato il reale firmatario (e in tal caso se è persona preposta al ritiro da parte del destinatario stesso, oppure è una sottrazione di corrispondenza e si persegue il reato penalmente).

Come faccio ad essere sicuro che il PIN di tNotice giunga nelle mani del legittimo destinatario?

tNotice utilizza una cartolina autoimbustante per consegnare l’avviso di giacenza e proteggere la lettura del PIN, uguale a quella utilizzata per il codice PIN del bancomat.

Anche un avviso di giacenza tradizionale può essere sottratto dalle mani del legittimo destinatario, tuttavia con il processo di firma elettronica avanzata è identificabile l’autore materiale del reato (sottrazione di corrispondenza).

Sicurezza

La trasmissione dei dati è sicura su tNotice?

Certamente si.

tNotice utilizza il protocollo di sicurezza SSL, quello in uso anche per le Banche, il famoso lucchetto verde di sicurezza quando navighi sul web.

L’identità di tNotice è verificata da GeoTrust Certification Autority e la connessione è protetta con crittografia a 128-bit.

La connessione utilizza TLS 1.2 con una crittografia e autenticata utilizzando AES_128_GCM e DHE_RSA come meccanismo di scambio delle chiavi.

Perché il trattamento dei dati personali è sicuro con tNotice?

Il Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 910/2014 del 23 luglio 2014 (G.U.E. L. 257 del 28 agosto 2014) in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e recepito da tutti gli Stati membri ai sensi dell’art. 114 del trattato Europeo, conosciuto comeeIDAS, in vigore dal 17 settembre 2014, impone agli operatori del servizio e agli organismi di vigilanza di garantire il trattamento dei dati personali leale e lecito ai sensi della direttiva 95/46/CE.

Il nuovo Regolamento eIDAS sarà effettivamente applicabile solo dal 1 luglio 2016 (così come previsto all’art. 52, co. 2).

La relazione di verifica di sicurezza è depositata, ed ogni 24 mesi aggiornata, all’organismo di vigilanza nei termini di legge  (art. 20, co. 1, Reg. UE n. 910/2014).

Ultimo deposito volontario di tNotice al Ministero: 10 febbraio 2016.

Come vengono verificate le misure di sicurezza di tNotice?

tNotice (servizio di inPoste.it S.p.A), in qualità di operatore postale prestatore di servizi fiduciari è sottoposta almeno una volta l’anno ad una verifica da parte di un organismo indipendente riconosciuto, per confermare che i servizi offerti soddisfano i nuovi requisiti di sicurezza di cui all’art. 19, co. 1, Reg. UE n. 910/2014 in vigore dal 17 settembre 2014.

Il nuovo Regolamento eIDAS sarà effettivamente applicabile solo dal 1 luglio 2016 (così come previsto all’art. 52, co. 2).

La relazione di verifica di sicurezza è depositata, ed ogni 24 mesi aggiornata, all’organismo di vigilanza nei termini di legge  (art. 20, co. 1, Reg. UE n. 910/2014).

Ultimo deposito volontario di tNotice al Ministero: 10 febbraio 2016.

Nel periodo transitorio di applicazione del nuovo Regolamento tNotice volontariamente notifica ogni anno, in senso migliorativo rispetto ai termini minimi di verifica di 24 mesi, al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e all’Agenzia per l’Italia Digitale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (AGID) la relazione di verifica di sicurezza da parte di un organismo indipendente riconosciuto.

Quali sono i nuovi requisiti di sicurezza di legge per tNotice?

I prestatori di servizi fiduciari, come tNotice, stabiliti nel territorio dell’Unione Europea adottano le misure tecniche e organizzative appropriate per gestire i rischi legati alla sicurezza dei servizi fiduciari da essi prestati.

Tenuto conto delle attuali conoscenze in materia, dette misure assicurano un livello di sicurezza commisurato al grado di rischio esistente (reale).

In particolare, sono adottate misure per prevenire e minimizzare l’impatto degli incidenti di sicurezza e le parti interessate sono informate degli effetti negativi di eventuali incidenti (art. 19, co. 1, Reg. Ue n. 910/2014).

Il nuovo Regolamento eIDAS sarà definitivamente applicabile solo dal 1 luglio 2016 (così come previsto all’art. 52, co. 2).

tNotice utilizza un protocollo di sicurezza SSL (il famoso lucchetto verde quando dal web accedi – per esempio – alla tua Banca) per scambiare i dati con i propri utenti in connessione protetta con crittografia a 128-bit. L’identità del server di tNotice è verificata dall’Autorità di Certificazione GeoTrust Inc. (USA).

La certificazione e autenticità dell’applicazione web di tNotice è garantita a norma dell’art 45, co. 1, Reg. UE n. 910/2014.

Utilizzi di tNotice

Posso usare tNotice per comunicare al locatore la cessione del contratto?

L’art. 36 della legge 392/1978 (Legge sull’equo canone) impone al conduttore che intenda sublocare l’immobile o cedere il contratto di locazione ad uso non abitativo di darne comunicazione a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento al locatore, il quale avrà trenta giorni di tempo per opporsi alla cessione o alla sublocazione.

Ora è chiaro che il legislatore impone l’utilizzo della posta raccomandata proprio al fine di ottenere una termine iniziale dal quale far decorrere i trenta giorni in cui il locatore può fare opposizione.

Sia in relazione all’art. 1335 cod. civ., sia in relazione al recente indirizzo della Corte di Cassazione (Cass., 12 maggio 2005, n. 10021), gli effetti che la ricezione della raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale sortirà saranno i seguenti:

  • il giorno di ricezione da parte del locatore avrà valore legale di termine iniziale per il decorso dei trenta giorni entro cui fare opposizione;
  • in giudizio, qualora il locatore eccepisca che il contenuto della raccomandata non fosse la comunicazione dell’intenzione di sublocare o cedere il contratto di locazione, l’onere di provarne il contenuto effettivo graverà sul conduttore, vanificando così il potere dimostrativo della raccomandata.

Ove la stessa comunicazione fosse inoltrata con tNotice si avrebbe una certezza maggiore:

  • il giorno di ricezione dell’avviso di giacenza sarà il dies a quo dal quale far decorrere i trenta giorni per l’opposizione, che contiene il mittente, il destinatario e l’oggetto della comunicazione;
  • la certificazione di avvenuto ritiro e del contenuto della comunicazione con il Certificato Postale Forense (CPF) permetterà di attribuire alla stessa comunicazione quel valore probatorio che la raccomandata tradizionale non era in grado di attribuirle, ovvero, il locatore non potrà più spostare sul conduttore l’onere di provare il contenuto della raccomandata elettronica a mezzo tNotice, dal momento che il ritiro della stessa ha prodotto quest’ulteriore certificazione.

In caso di mancato ritiro produce gli stessi effetti comunicativi di una compiuta giacenza tradizionale, ma con un valore maggiore. Avendo consegnato e tracciato un avviso di giacenza digitale che contiene l’indicazione del mittente e dell’oggetto della comunicazione, è esso stesso un atto comunicativo, a seguito del quale il destinatario non si è attivato per il ritiro della comunicazione sottostante.

Si può spedire una tNotice anche ad un indirizzo geografico?

Si, entro primavera 2016 potrai inviare la tua tNotice anche ad un indirizzo fisico, senza necessità di preoccuparti della stampa e imbustamento e senza necessità per il destinatario di essere dotato di un indirizzo email.

Il destinatario potrà scegliere se:

  • ritirare allo sportello in tutta Italia;

oppure

  • ritirare più comodo e con lo stesso valore legale dal web.

tNotice può consegnare una multa?

tNotice non ti può recapitare una cartella esattoriale, un atto giudiziario o una multa al codice della strada.

Lo stabilisce la Legge.

Quindi tNotice si utilizza per lo scambio di contratti, per disdette, per morosità, per solleciti, per la comunicazione di una vincita, per un qualsiasi altro atto diverso dalle “raccomandate brutte”.

Con tNotice sei “rassicurato per legge”, lo usi quando ti serve per le cose per te più importanti.

Valore legale

Ma tNotice è uguale alla PEC?

Assolutamente no.

Ciò che comunemente chiamiamo PEC ha valore legale quando la comunicazione avviene tra due indirizzi PEC.

Inoltre il contenuto non è certificato automaticamente.

Generalmente esistono abbonamenti annuali che devono essere pagati anche se viene utilizzata solo in ricezione.

tNotice, invece, funziona per mezzo di qualsiasi indirizzo email semplice.

Non ha alcun costo in ricezione e certifica per mezzo del “Certificato Postale Forense” il contenuto.

Queste sono alcune delle differenze.

Suggeriamo di inviare la prima tNotice (è gratis, la prima la paghiamo noi) per capire al meglio il funzionamento:https://app.tnotice.com

Perché tNotice ha valore legale?

Nel nostro ordinamento non è presente alcuna norma che attribuisca alla posta raccomandata con ricevuta di ritorno in sé un determinato valore legale: l’unica norma di diritto positivo a cui si deve far riferimento è l’art. 1335 cod. civ., costantemente richiamato dalla giurisprudenza di legittimità (ex multis, Cass. 24 luglio 2007, n. 16327), che recita:

[...] la proposta, l’accettazione, la loro revoca e ogni altra dichiarazione diretta a una determinata persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario. [...]

Il valore che si suole attribuire alla raccomandata con ricevuta di ritorno “tradizionale” (ovvero la presunzione che la comunicazione sia giunta al destinatario o, in caso di esito negativo, la certezza che sono state espletate tutte le formalità necessarie per rendere conoscibile la comunicazione al destinatario) deriva, quindi, esclusivamente dal rispetto di determinate procedure e da un meccanismo di successive comunicazioni (ricevuta di ritorno e avviso di giacenza).

Altri e innovativi mezzi di comunicazione possono avere un valore legale equivalente a quello della posta raccomandata tradizionale, come peraltro già previsto all’art. 17 del D.M. 9 aprile 2001.

tNotice è un processo di comunicazione digitale equivalente alla posta raccomandata, con l’accettazione e tracciamento della spedizione in formato elettronico, l’avviso di giacenza che viene consegnato nella cassetta delle lettere digitale (email) e la consegna con firma per ricevuta del destinatario sul web (firma elettronica senza necessità di alcun dispositivo extra).

tNotice è un servizio di inPoste.it S.p.A., operatore postale con autorizzazione n. AUG/3432/2014 del Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento Comunicazioni – Direzione Generale – Divisione II.

Perché tNotice ha più valore legale?

Precisiamolo subito: tNotice non ha più “valore legale”, un atto o ha valore legale oppure non ce l’ha! tNotice ha più valore probatorio in un giudizio di merito.

Perché?

Innanzitutto perché il valore legale di tNotice è disposto con autorizzazione n. AUG/3432/2014 del Ministero dello Sviluppo Economico.

La procedura seguita da tNotice, quanto alla certificazione dell’invio, non è differente nei suoi contenuti, né tantomeno offre un minor grado di certezza, che trasferisce su supporto informatico le stesse fasi seguite dalla spedizione di una raccomandata tradizionale.

Viene rispettata la stessa procedura di consegna al destinatario tramite il funzionario postale: a differenza della raccomandata “tradizionale” la consegna può avvenire anche ad un indirizzo telematico ed in tempo (quasi) reale, dato che sono eliminati tutti i passaggi fisico-cartacei intermedi tra il mittente e l’ufficio postale di destinazione.

L’assoluta identità delle modalità di consegna della raccomandata tradizionale e di tNotice attesta in entrambi i casi che una “busta contenente il messaggio” è stata consegnata, o che si è tentato tutto il possibile per farlo (e il suo valore certificativo e il correlato “valore legale” non si spinge oltre).

Provare che è stata consegnata una busta non prova però che sia stato consegnato il contenuto della comunicazione, giacché il destinatario potrebbe sempre sostenere che la busta non conteneva alcun messaggio, oppure un altro documento. In questo senso si è pronunciata la giurisprudenza di legittimità, quando ha fissato il principio secondo il quale «la sola ricezione della busta raccomandata da parte del destinatario non costituisce prova del contenuto di essa».

Per avere la prova della ricezione del contenuto da parte del destinatario è necessaria la notifica a mezzo ufficiale giudiziario (che fa fede fino a querela di falso, ai sensi dell’art. 2700 cod. civ.).

Con la sentenza di legittimità della Suprema Corte di Cassazione, 12 maggio 2005 n. 10021, la Corte ha invertito l’onere della prova a carico del mittente, stabilendo che: il mittente deve poter dimostrare che il contenuto della comunicazione inviata a mezzo raccomandata è esattamente lo stesso contenuto che ha ricevuto il destinatario.

Questo sarebbe possibile con la presenza di un Notaio all’ufficio postale, che produce una copia conforme della comunicazione, la imbusta con un numero identificativo del plico raccomandato e ne certifica la spedizione dall’ufficio postale sulla copia conforme.

tNotice risolve e innova producendo un’impronta del documento e di tutti i suoi allegati in fase di accettazione, potremmo chiamarlo il DNA del contenuto della comunicazione, senza necessità di aprire o leggere i documenti, nel rispetto dell’art. 15 della Costituzione.

In fase di ritiro da parte del destinatario della comunicazione, tNotice produce una nuova impronta del documento e ne verifica la corrispondenza con l’impronta di partenza. Solo nel caso in cui le due impronte corrispondono produce un Certificato Postale Forense (CPF) attestante che il contenuto spedito dal mittente con il numero identificativo della raccomandata è esattamente lo stesso pervenuto dal mittente e ricevuto dal destinatario.

Che valore ha la firma sul Certificato Postale Forense di tNotice?

La firma digitale qualificata apposta sul Certificato Postale Forense di tNotice dall’operatore postale è la stessa tipologia di firma che utilizzano i Comuni per i certificati anagrafici online autorizzati dal Ministero dell’Interno.

In via generale è la stessa tipologia di firma elettronica utilizzata nella Pubblica Amministrazione e nei Tribunali.

Ha pieno valore legale, effetto verso i terzi, e non è ripudiabile.

Che valore ha la firma per ricevuta del destinatario su tNotice?

La firma elettronica che viene apposta dal destinatario in fase di ritiro può essere una firma elettronica semplice, oppure una firma elettronica avanzata (con invio di codice di controllo via SMS sul telefonino) e, come tali, disconoscibili (ripudiabili),  allo stesso modo – con lo stesso grado di certezza – di una firma apposta in calce sulla ricevuta di ritorno tradizionale, che non è una firma autenticata, per altro sulla cartolina di ritorno A.R. tradizionale neanche sempre qualificata o identificabile il firmatario.

In ogni caso il destinatario firma elettronicamente con tNotice senza necessità di alcun dispositivo extra (se non del proprio telefonino per il solo caso della firma elettronica avanzata).

tNotice offre un grado di certezza maggiore, qualificando il ricevente con nome, cognome, ruolo e, nel caso di firma elettronica avanzata (FEA), potendo anche fornire all’Autorità Giudiziaria l’identificazione del soggetto firmatario (a differenza di una perizia calligrafica, che può dimostrare solo di non appartenere al destinatario, ma non può dimostrare a chi appartiene).

Sulla cartolina tradizionale trovi scritto chi è il ricevente che ha firmato? No. E’ stato qualificato? No.

tNotice lo fa, attraverso la firma elettronica ai sensi dell’art. 1, co. 1, lett. q), D.Lgs. 82/2005 e attraverso la firma elettronica qualificata ai sensi dell’art. 1, co. 1, lett. q-bis), stesso D.Lgs.

E’ obbligatorio identificare il mittente e il destinatario per tNotice?

Non è necessario, anzi ai sensi del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) è proprio vietato per qualunque operatore postale identificare sia il mittente che il destinatario (intesa come verifica dell’identità della persona), e se qualcun’altro vi ha fin oggi abituato che è prassi e consuetudine esibire un proprio documento di identità per fruire dei servizi postali, giova qui precisare e ricordare che la verifica non ha valore di identificazione della persona.

L’incaricato dell’ufficio postale – in conformità all’art. 3 D.M. 9 aprile 2001, pubblicato in G.U. 95/2011 – non è tenuto ad identificare il soggetto che invia la raccomandata, ma si limita a prendere atto di quanto da questi dichiarato nel compilare i dati richiesti per l’accettazione.

Gli utenti registrati e verificati su tNotice possono inoltre firmare i loro atti e comunicazioni con una firma elettronica (semplice, avanzata o digitale qualificata) valida ai sensi di legge in tutta Europa, offrendo maggior valore probatorio in giudizio sull’origine dell’atto stesso.

La consegna di una raccomandata tNotice prova anche il suo contenuto?

Provare che è stata consegnata una busta non prova però che sia stato consegnato il contenuto della comunicazione, giacché il destinatario potrebbe sempre sostenere che la busta non conteneva alcun messaggio, oppure un altro documento. In questo senso si è pronunciata la giurisprudenza di legittimità, quando ha fissato il principio secondo il quale

la sola ricezione della busta raccomandata da parte del destinatario non costituisce prova del contenuto di essa

La raccomandata tradizionale, peraltro, non offre una seria garanzia al mittente.

La stessa giurisprudenza di legittimità, ormai da molti anni, dibatte sull’effettivo valore probatorio della lettera raccomandata unitamente al riparto dell’onere della prova in caso di eventuali contestazioni.

Secondo un primo orientamento (Cass. 10021/2005), la lettera raccomandata di per sé prova solo la data di invio e della ricezione del plico, ma non quella dell’invio e della ricezione del “contenuto”. In caso di contestazione sarebbe onere di chi spedisce (il mittente) provare l’effettivo contenuto.

Principio, invece, disatteso da altre pronunce (Cass. 20144/2005) che, invece, attribuiscono tale onere al destinatario.

L’elemento, tuttavia, dirimente, per quanto qui interessa, è la circostanza secondo cui vi possono essere contestazioni circa il contenuto della lettera raccomandata.

tNotice risolve e innova producendo un’impronta del documento e di tutti i suoi allegati in fase di accettazione, potremmo chiamarlo il DNA del contenuto della comunicazione, senza necessità di aprire o leggere i documenti, nel rispetto dell’art. 15 della Costituzione.

In fase di ritiro da parte del destinatario della comunicazione tNotice produce una nuova impronta del documento e ne verifica la corrispondenza con l’impronta di partenza. Solo nel caso in cui le due impronte corrispondono produce un Certificato Postale Forense (CPF) di attestazione che il contenuto spedito dal mittente con il numero identificativo della raccomandata è esattamente lo stesso pervenuto dal mittente e ricevuto dal destinatario.

Perché il Certificato Postale Forense di tNotice ha valore legale?

Il Certificato Postale Forense di tNotice (CPF)  è sempre firmato con firma digitale qualificata e sigillo elettronico qualificato.

Al sigillo elettronico non possono essere negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali per il solo motivo della sua forma elettronica (Regolamento Ue n. 910/2014).

Un sigillo elettronico qualificato gode della presunzione legale di garanzia dell’origine e dell’integrità dei dati a cui è associato.

Il Certificato Postale Forense di tNotice è fornito con doppio valore, sia con firma digitale qualificata sia con sigillo elettronico qualificato, che mantiene inalterato il valore legale anche in fase di materializzazione e stampa del documento; non contiene mai elementi o dati dinamici.

Qual’è il valore legale della firma elettronica avanzata di tNotice?

La firma elettronica avanzata è normata nel Codice dell’Amministrazione Digitale per garantire piena autenticità con valore legale se apposta con:

  • utilizzo di un dispositivo in uso esclusivo;
  • identificabilità del firmatario;
  • associazione della firma al documento elettronico ed immodificabilità dello stesso.

Il messaggio SMS che tNotice invia al numero di telefono del firmatario soddisfa i requisiti d’uso esclusivo del dispositivo e l’identificabilità del firmatario (da parte dell’Autorità Giudiziaria) risalendo all’intestatario dell’utenza telefonica.

La firma così apposta è associata al Certificato Postale Forense di ricevuta di ritorno, che viene reso immodificabile con l’apposizione di una firma digitale qualificata ed un sigillo elettronico da parte dell’operatore postale.